I libri e i testi che accompagnano la riflessione del laboratorio.
Cinque principi per un'intelligenza artificiale etica, da uno dei filosofi dell'informazione più autorevoli a livello internazionale (Oxford, Bologna, Yale). Taglio rigoroso ma non tecnico: utile per chi vuole capire cosa significhi davvero "etica dell'IA" oltre agli slogan.
Un filosofo e una sceneggiatrice propongono un'alternativa all'ideologia della Silicon Valley, con un titolo che dialoga direttamente con il manifesto di Synopia. Buon punto di partenza per chi si avvicina per la prima volta al tema.
Paolo Benanti (consulente di Vaticano e ONU sull'IA) e Sebastiano Maffettone propongono il concetto di "sostenibilità digitale": un'etica che tenga insieme progresso tecnologico ed equità sociale. Tra le voci italiane più citate nel dibattito pubblico sull'IA.
Un informatico spiega senza antropomorfizzare come "pensano" davvero le macchine, con uno stile asciutto e accessibile anche a chi non ha basi tecniche. Primo di una trilogia, seguito da Machina Sapiens e Sovrumano.
Il testo di riferimento su estrazione dei dati e nuovi poteri: denso (oltre 600 pagine) ma imprescindibile per capire l'economia dietro alle piattaforme digitali. Lettura impegnativa, per chi vuole approfondire davvero.
Breve e aforistico (meno di 90 pagine): come l'informazione continua e gli algoritmi ridisegnano la democrazia e la nostra libertà percepita. Buon punto d'ingresso per chi ha poco tempo ma vuole comunque un taglio filosofico serio.
Giurista italiano, tratta dignità della persona e identità digitale in un lessico vicino a quello costituzionale (art. 3) che l'associazione usa come riferimento. Prospettiva giuridica più che tecnologica, complementare agli altri titoli in lista.
L'ultimo libro dell'autore di Sapiens mette l'intelligenza artificiale dentro una storia lunga delle reti di informazione, dall'età della pietra a oggi. Il più "narrativo" della lista, adatto anche a chi non è uno specialista.
Il libro divulgativo del Nobel per la Fisica 2021 sui sistemi complessi — non parla di IA, ma il suo modo di ragionare su fenomeni collettivi (dal volo degli storni ai vetri di spin) è un ponte naturale verso il laboratorio, specie se la sua lectio a Calvi dell'Umbria si confermerà.